Sto Caricando...

La Bisaccia del viandante

foto di Living Ravenna -  sezione Bisaccia del viandante - Via degli Dei

Bisaccia del viandante

Dalle specialità casearie alle produzioni di qualità e tradizionali, ai vini Doc e Docg che si possono assaggiare lungo il cammino.
Alla scoperta del ...
del tesoro enogastronomico dell’Emilia-Romagna.
Un progetto per la valorizzazione e promozione delle produzioni tipiche e di qualità lungo i Cammini sviluppato in accordo con l’Assessorato regionale all’Agricoltura.

riduci

foto di winefoodemiliaromagna.com -  sezione Prodotti DOP e IGP - Via degli Dei

Prodotti DOP e IGP

Scopri i magnifici 44 prodotti DOP e IGP che caratterizzano le produzioni agrolimentari di qualità della Regione Emilia-Romagna. 
Mortadella Bologna IGP, Patata di Bologna DOP ...
P , Marroni di Castel del Rio IGP, Agnello del centro Italia IGP.

riduci

Strutture Produttive

A scuola di gusto
Via Cesare Gnudi, 5
+39 051 415 5711 +39 051 415 5711
Scuola di cucina e dolci
ABC - Alce Bologna Cucina
Via Santo Stefano, 164
+39 051 0560300 +39 051 0560300
Scuola di cucina e degustazione
Associazione Il Salotto di Penelope - chiacchiere e cucina
Via San Felice, 116/g
+39 051 6493627 +39 051 6493627
Incontri a tavola, catering, cucina a domicilio, team building per aziende, eventi privati.
Autentici sfoglini - Gruppo Girasole
Via dello Scalo, 3/2
+39 051 6211258 +39 051 6211258
Scuola di cucina
Bologna Gourmet a Casa Ilaria
Largo Respighi, 8
+39 335 5336613 +39 335 5336613
Scuola di cucina
Carmelita's Cook Italy
Via Marsala, 16
+39 349 0078298 +39 349 0078298
Scuola di cucina e degustazione
Centro Natura
Via degli Albari, 4a
051 235643 051 235643
Scuola di cucina
CIBO-Culinary Institute of Bologna
Via Augusto Righi, 30/b
+39 051 0566087 +39 051 0566087
Scuola di cucina e degustazione
Corsi di cucina di Rita Mattioli
Via San Vitale, 53
+39 348 3410168 +39 348 3410168
Scuola di cucina e degustazione
Cultura Italiana Bologna Cucina
Via del Pratello, 46
+39 335 217893 +39 335 217893
Scuola di cucina e degustazione
Il Piacere del Gusto
Via Milazzo, 5/a
+39 051 0567798 +39 051 0567798
Scuola e degustazione pasta fresca
Il Salotto del Buongusto
Via della Berleta, 28
393 1041282 393 1041282
Scuola di cucina e degustazione
La Vecchia Scuola Bolognese
Via Galliera, 11
+39 051 6491576 +39 051 6491576
Scuola di cucina e degustazione
Le Cesarine
Via Caprarie, 5
+39 051 220797 +39 051 220797
Scuola di cucina
Maison Madeleine
Via San Felice, 63/a
051 6493650 051 6493650
Scuola di cucina e dolci
Nonna Carla
Piazza Giovanni XXIII, 20
051 567086 051 567086
Produzione pasta fresca e biscotteria, Corsi di pasta fresca
Otto in cucina - Associazione enogastronomica
Via del Genio, 8
333 5357265 333 5357265
Scuola di cucina e dolci
Sapore di Casa - Cucine dal Mondo a Bologna
Via F. Barbieri, 52
+39 328 0369751 +39 328 0369751
Scuola di cucina
Taste of Italy
Via Gustavo Modena
Scuola di cucina
Azienda Agricola Tizzano
Via Marescalchi, 13
+39 051 571208 +39 051 571208
Produzione Vini DOC dei Colli Bolognesi
Birrificio Ronzani
Via Ronzani, 7/18
+39 051 8492127 +39 051 8492127
Birrificio
Alcisa
Via Roma, 73
+39 051 6175555 +39 051 6175555
Produzione e vendita Mortadella di Bologna IGP
Felsineo La Mortadella
Via Corrado Masetti, 8-10
+39 051 3517011 +39 051 3517011
Produzione e vendita Mortadella di Bologna IGP
CA' SCARANI AZ. AGR.
Via Dell'Osservanza, 41
051 333627 051 333627
RIO VERDE NATURA E CULTURA
Via Mongardino, 8
051 6751269 051 6751269
La Battagliola
Castiglione 113
051-0929016 051-0929016
Nata nel 2000, l’azienda possiede 26 ettari di terreno a Piumazzo (Mo) coltivati a vite su un terreno a prevalenza ...
ghiaioso, la cui coltivazione a monovitigno si identifica nel lambrusco grasparossa.

riduci

Tizzano
Marescalchi 13
051-571208 051-571208
Nata nel 1961, l’azienda Tizzano si estende oggi per 230 ettari di terreni posti sulle prime colline bolognesi sovrastanti Casalecchio ...
o di Reno, di cui 35 coltivati a vigneto specializzato.

riduci

Cinti Floriano
Gamberi 50
051-6751646 051-6751646
Dal 1992 l’azienda opera nel settore vinicolo nel comune di Sasso Marconi. I 27 ettari vitati sono a Tignano, a ...
Montechiaro e a San Lorenzo, dove si trova la cantina.

riduci

Nugareto
Nugareto 6
051-3515111 051-3515111
In zona panoramica a 15 minuti da Bologna, l’azienda, nata nel 2011, si estende su 100 ettari di terreno, 15 ...
dei quali vitati. Pratica anche l’ovicoltura e la frutticoltura.

riduci

Istituto nazionale di apicoltura
Via di Saliceto, 80
051-353103 051-353103
A Bologna, nella sede dell’Istituto nazionale di apicoltura, c’è una ricca esposizione di arnie e attrezzi usati in passato per ...
l’allevamento di questi preziosi insetti. Un interessante percorso didattico e sensoriale. La casa delle api svela tutti i segreti del miele L’Istituto Nazionale di apicoltura di Bologna offre una curata esposizione di usi e costumi legati al “nettare degli dei” e, non a caso, sorge proprio nel territorio che vide nascere l’apicoltura moderna. La parola miele sembra derivare dal termine “ittita melit” e per millenni ha rappresentato per l’uomo l’unico alimento zuccherino concentrato. In Egitto era molto apprezzato, come dimostrano i vasi rinvenuti nelle tombe dei faraoni, dove il prodotto, ermeticamente chiuso, si conservava perfettamente. Gli egizi lo usavano anche nella cura dei disturbi digestivi e per la preparazione di unguenti medicali. I sumeri lo impiegavano per creme a base di argilla, acqua e olio di cedro; i babilonesi per cucinare, mentre i greci lo consideravano il “nettare degli dei”. Nella pianura padana, in Emilia-Romagna in particolare, l’allevamento delle api è da sempre praticato, e proprio qui, tra fine ‘800 e inizio ‘900, furono gettate le basi per l’apicoltura moderna. Non è un caso, quindi, che a Bologna si trovi l’Istituto nazionale di apicoltura, sede del museo dedicato a questo prezioso alimento. Anche se le prime tracce di arnie costruite dall’uomo risalgono al sesto millennio, soltanto con l’invenzione dell’arnia a favo mobile, ideata da Giovanni Dziezon, parroco di Karlsmarkt (Islesia), l’allevamento delle api diventa una pratica razionale. Questo modello, infatti, permette una più agevole estrazione dei favi appesi su supporti, senza alcuna distruzione e uccisione degli insetti; un esemplare di quest’arnia, che segna un passaggio storico per l’apicoltura, è in mostra al museo insieme ad altri numerosi modelli, impiegati nei secoli passati, poi sostituiti da tipi più razionali che hanno però mantenuto gli stessi principi di uso e funzionamento. Si tratta di strutture costruite con i materiali più vari, che gli apicoltori trovavano in loco. La mostra testimonia la fantasia e l’ingegno dei nostri antenati come, ad esempio, l’arnia romagnolo-marchigiana, caratteristico esempio di adattamento locale del tipo americano, o ancora un’arnia in corteccia di sughero, di probabile origine sarda, e un’altra di tufo; siciliana è invece quella villica dei primi del ‘900, realizzata in corteccia di ferula. Il pezzo forte della collezione è il magnifico smielatore modello Rauschenfels della seconda metà dell’800, ancora funzionante, uno dei primi usati in apicoltura. All’interno del museo sono esposte diverse attrezzature, tra cui le gabbiette per il trasporto e la spedizione di api regine, l’affumicatore per tranquillizzare gli insetti e gli strumenti per l’introduzione delle celle reali. Molto suggestivi i modellini in legno di apiari ispirati alle tradizioni regionali italiane, che fanno vedere al visitatore piccoli spaccati di villaggi del secolo scorso. Una struttura punto di riferimento in Italia L’Istituto nazionale di apicoltura (INA) fu fondato nel 1933 per promuovere, incrementare e valorizzare le produzioni apistiche grazie al consiglio provinciale delle Corporazioni di Bologna, la Confederazione nazionale degli agricoltori e la regia Università della città felsinea. Successivamente, il ministero dell’Agricoltura e delle Foreste ha sostenuto quasi tutti gli oneri funzionali per l’attività di questa struttura che oggi è diventata il principale punto di riferimento in Italia per i problemi e le tematiche dell’apicoltura. Al momento della sua fondazione sorgeva all’interno dell’istituto di Zoocolture della facoltà di Agraria dell’Università di Bologna; nel 1997 fu realizzata una nuova sede, sempre nel capoluogo emiliano, finanziata dal Ministero per le Politiche agricole e provvista di strutture innovative e laboratori. Dal 1981 l’istituto dispone anche di un’unità operativa a Reggio Emilia, presso la facoltà di Agraria dell’Università di Bologna (corso di laurea in Scienze della produzione animale), adibita a centro di selezione dell’ape Ligustica (l’ape autoctona italiana) e laboratorio di inseminazione strumentale delle api regine. Si tratta del primo centro nazionale specializzato in questa tecnica e nella sua applicazione per i programmi di selezione genetica. Nel tempo, ha instaurato proficui rapporti di collaborazione con altri enti di ricerca per la realizzazione di studi relativi alla gestione di piani di profilassi territoriale e del servizio diagnostico. Nel 2004 l’Istituto entra a far parte del Cra, il Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, con i seguenti compiti: • conservazione e selezione dell’ape italiana (Apis mellifera ligustica) e tutela della razza sicula; • controllo sulla sanità degli allevamenti apistici; • valorizzazione delle produzioni (caratterizzazione e qualificazione dei prodotti); • analisi economiche e di mercato connesse alla produzione di miele e degli altri prodotti dell’alveare; • rapporti tra ape e ambiente (biomonitoraggio e apidologia). Conoscere e gustare il "nettare degli Dei" I mieli dell’Emilia-Romagna sono prodotti in due grandi areali: la pianura padana, caratterizzata dalle fioriture di leguminose, prima fra tutte l’erba medica, e la fascia appenninica, ricca di piante nettarifere, tra cui primeggiano lupinella, sulla, castagno, rovo, pruno selvatico e, più in alto, mirtillo ed erica. Numerosissimi sono i tipi di miele in commercio ed ognuno porta con sé le caratteristiche della fioritura dalla quale prende vita: quello di castagno, ad esempio, è uno dei più apprezzati per il suo gusto deciso e il retrogusto amarognolo. Al contrario, il miele di erba medica è molto delicato, quasi neutro e spesso di colore molto chiaro. Per apprezzare le qualità del miele, bisogna saperlo degustare e riconoscere. Proprio con questo scopo, da più di vent’anni l’INA organizza corsi di formazione: di primo livello (corso di introduzione all’analisi sensoriale) aperto a tutti, e di secondo livello (corso di perferzionamento in analisi sensoriale del miele), riservato a chi ha partecipato al primo corso e che si conclude con un vero e proprio esame di idoneità al ruolo di degustatore. Al termine del percorso formativo si può entrare a far parte dell’albo nazionale degli esperti in analisi sensoriale del miele. I corsi si svolgono a gennaio e a novembre di ogni anno (per maggiori informazioni, consultare il sito www.inapicoltura. org). Il museo ospita spesso scolaresche, con percorsi studiati per le diverse esigenze didattiche. L’INA organizza inoltre incontri e seminari a tema come quello su “Abbinamento di miele con salumi e formaggi”.

riduci

Prodotti DOP e IGP sul cammino

Grana Padano Dop

Grana Padano Dop

Il Grana Padano Dop è un formaggio semigrasso a pasta dura, ottenuto da latte di vacca e prodotto attraverso il coagulo con caglio di vitello e la fermentazione con batteri lattici. La maturazione naturale viene ...
effettuata conservando il prodotto in ambiente naturale con temperatura da 15 a 22°C. Di forma cilindrica e dal diametro che va da 35 a 45 cm, presenta un colore della pasta bianco o paglierino e un sapore fragrante. Dal 1996 si fregia del marchio Dop che garantisce lo standard di qualità in tutte le fasi di produzione: dal tipo di foraggio per le mucche alla lavorazione casearia, al confezionamento. Il marchio è tutelato dal Consorzio Tutela del Formaggio Grana Padano.

riduci

Patata di Bologna Dop

Patata di Bologna Dop

La Dop Patata di Bologna identifica per aspetto fisico, componente chimica e organolettica tuberi di forma prevalentemente ovale - allungata, piuttosto regolare, con buccia liscia e polpa di colore variabile dal bianco al giallo paglierino. ...
E’ riconducibile alla tipologia coltivata a Bologna, cioè la varietà Primura. E’ idonea a molteplici utilizzi culinari come il fritto, la cottura a vapore e al forno.

riduci

Prosciutto di Modena Dop

Prosciutto di Modena Dop

La produzione locale di prosciutti in territorio modenese è frutto di un’antica tradizione, portata avanti oggi da professionisti del settore che, nel rispetto di metodi di taglio e lavorazione tradizionali, hanno favorito il passaggio dalla ...
condizione di artigianato ad una industrializzazione della produzione. Il prosciutto di Modena Dop presenta un colore rosso vivace, un profumo lieve e delicato e un sapore dolce e intenso. La forma ‘a pera’ è ottenuta con la rifilatura del grasso in eccesso e la rimozione del grasso esterno e di parte delle cotenne. Il marchio è tutelato dal Consorzio del Prosciutto di Modena forte di un’esperienza più che ventennale.

riduci

Salamini Italiani alla Cacciatora Dop

Salamini Italiani alla Cacciatora Dop

La tradizione di questo prodotto si lega all’area collinare lombarda, da cui si è allargata a parte dell’Italia. Il nome fa riferimento all’utilizzo, essendo facilmente trasportabili, da parte dei cacciatori durante le escursioni. I salamini ...
vengono prodotti con carni magre di suino; hanno un peso massimo di 500 grammi. Il colore è rosso rubino, con granelli di grasso uniformemente distribuiti, il gusto è dolce e delicato. La zona di produzione comprende diverse zone delle regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Toscana, Abruzzo, Lazio e Molise.

riduci

Asparago verde di Altedo Igp

Asparago verde di Altedo Igp

Altedo, cittadina di circa 4.500 abitanti a metà strada tra Bologna e Ferrara, è conosciuta come capitale mondiale dell’asparago verde: qui, infatti, iniziò nei primi anni Trenta la coltivazione intensiva di quest’ortaggio. L’asparago si sviluppa ...
in climi temperati con terreni sciolti, sabbiosi ed umidi. L`area geografica di produzione, compresa tra la via Emilia in provincia di Bologna, la costa adriatica e il Po in provincia di Ferrara, comprende il territorio di numerosi comuni di entrambe le province.

riduci

Cotechino di Modena Igp

Cotechino di Modena Igp

Il cotechino nacque, secondo la tradizione, durante l’assedio del 1551 a Mirandola (lo stesso assedio che diede i natali al suo parente stretto, lo zampone), quando gli abitanti assediati cominciarono a insaccare la carne di ...
maiale nella cotenna per conservarla più a lungo. Il cotechino, consumato tradizionalmente nei cenoni invernali, è fatto con un impasto di carne magra, grasso e cotenne in proporzione di circa 1/3 ciascuno. È insaccato in budello di suino, poi asciugato al fuoco di bracieri (non sempre) e dopo circa un mese di stagionatura è pronto. Il Cotechino di Modena può essere commercializzato, previo asciugamento, sia come prodotto fresco, da consumarsi dopo una prolungata cottura, o come prodotto cotto.

riduci

Mortadella di Bologna Igp

Mortadella di Bologna Igp

La Mortadella, regina degli insaccati, vanta origini antichissime. La denominazione sembra derivare dal Mortarium romano, utensile utilizzato per schiacciare la carne di maiale. Nel 1300 la ricetta della mortadella venne comunque codificata dalla Corporazione dei ...
Salsamentari di Bologna, tutta fatta di carni suine selezionate, di misteriosi quanto segreti ‘condimenti’ e di sistemi di cottura elaboratissimi; una mortadella media oscilla tra i 30 e i 40 chilogrammi (il classico sigaro o siluro che trionfa da decenni nelle salumerie), ma in commercio ci sono anche mortadelle più piccole di 12-14 chilogrammi. Il budello, che accoglie l’impasto, può essere di vescica naturale o sintetico, non deve mancare la legatura a mano con le corde incrociate.

riduci

Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale Igp

Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale Igp

La denominazione Igp, riconosciuta per il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale, è riservata alle carni prodotte da bovini, maschi e femmine, di pura razza Chianina, Marchigiana e Romagnola, d’età compresa tra 12 e 24 mesi. I ...
vitelli devono essere allattati naturalmente dalle madri fino al momento dello svezzamento. L’allevamento previsto è esclusivamente a stabulazione libera o a posta fissa. La razza Romagnola, diffusa nelle province di Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Ravenna e Pesaro-Urbino, ha trovato crescente apprezzamento tra i consumatori per le caratteristiche organolettiche di qualità superiore della sua carne.

riduci

Zampone di Modena Igp

Zampone di Modena Igp

Lo zampone affonda le sue origini nell’antica tradizione contadina, che, soprattutto in tempi di povertà, imponeva di utilizzare tutte le parti del maiale macellato. E’ un sapiente trito di cotenna e parti grasse del maiale ...
insaporito con aromi, ed insaccato nel caratteristico zampetto svuotato. Lo zampone si trova in commercio sia come prodotto fresco, previo asciugamento in stufa ad aria calda, sia come prodotto precotto, confezionato in contenitori ermetici e sottoposto a trattamento termico in autoclave a una temperatura minima di 115 °C. L’abbinamento classico dello zampone è con il contorno di purè, di lenticchie o di fagioloni, consumato tradizionalmente per le feste natalizie.

riduci

Agnello del Centro Italia Igp

Agnello del Centro Italia Igp

E’ l’agnello nato e allevato nel territorio dell’Italia centrale (in Abruzzo, sulle colline e montagne dell’Emilia Romagna, nel Lazio, Marche, Toscana e Umbria), ottenuto da una popolazione di ovini storicamente presente in questo areale, ad ...
attitudine indifferenziata, detta genericamente “appenninica” e dalla quale si sono generate le attuali razze locali che danno origine a un agnello da carne di ottima qualità. Generalmente il colore della carne è rosa chiaro o rosa e presenta una equilibrata copertura di grasso. Il colore è molto importante per il fatto che il consumatore tiene conto di questo parametro per valutare “ad occhio” la tenerezza e la freschezza del prodotto.

riduci

Piadina romagnola Igp

Piadina romagnola Igp

La Piadina Romagnola o Piada Romagnola Igp è un prodotto a base di farina di grano tenero con aggiunta di acqua, grassi, sale e alcuni ingredienti opzionali. All’atto dell’immissione al consumo si presenta di color ...
bianco-avorio con macchie caratteristiche ambrate di varie dimensioni e tonalità sui due lati, e con sapore fragrante e odore caratteristico simile a quello del pane appena sfornato. E’ una protagonista indiscussa delle tavole di Romagna, simbolo di una tradizione contadina, che da pane “dei poveri” è divenuto prodotto di larghissimo consumo, gustata in compagnia di salumi, affettati, formaggi, salsiccia, verdure gratinate o erbette, senza disdegnare la farcitura dolce.

riduci

Ciliegia di Vignola Igp

Ciliegia di Vignola Igp

La Ciliegia di Vignola Igp presenta polpa consistente e croccante (ad esclusione della Mora di Vignola) e una buccia sempre lucente ma di colore giallo e rosso brillante per la varietà Durone della Marca e ...
di colore dal rosso brillante al rosso scuro per tutte le altre varietà. Ha sapore dolce e fruttato. La zona di produzione è la fascia formata dal tratto pedemontano del fiume Panaro e altri corsi d’acqua minori e comprende diversi Comuni delle Province di Modena e Bologna.

riduci